La mia politica

Possiamo essere soddisfatti della politica oggi? Certamente no! Neppure io lo sono, ma la risposta non può essere un lamento generalizzato. Non si può continuare a credere che la soluzione sia la politica dei “no” e dei girotondi. La buona politica si costruisce con la fatica quotidiana, con responsabilità da parte di ciascuno di noi.  Non c’è nulla che nutra di più la cattiva politica della deriva dell’antipolitica, cioè l’idea che la politica si possa cambiare esorcizzandola o demonizzandola. Io sono per l’impegno che guarda con fiducia alle nuove generazioni: una politica cioè che vuole interpretare le istanze della società, capace di ridare speranza alle persone e di coinvolgere i cittadini nella costruzione del loro futuro mettendo in campo visione, competenza e progetti. Questo deve essere il nostro tentativo.


Un tentativo è di per sé sempre imperfetto e, come tutti i tentativi umani in ogni campo, dall’impresa alla ricerca fino alla vita affettiva, è sempre sottoposto al limite e all’errore e dunque alla critica. Un tentativo positivo, orientato alla volontà di costruire anziché a quella di distruggere, è ciò di cui abbiamo bisogno. 
È così difficile costruire! “Fa più rumore una pianta che cade di una foresta che cresce”
Ma siamo tutti sulla stessa barca, la barca della famiglia umana - che si chiami nazione, regione, comune - e questa barca procede solo se qualcuno fa la fatica di mettersi ai remi. In politica è più vero che altrove. Esistono ancora ideali che ci appassionano e valori che ci tengono uniti rendendo più interessante ciò che include, non ciò che esclude. 
La vera morale, in politica, è il compromesso sul possibile. Un tentativo continuo, ostinato, quasi sempre ingrato, di trovare il punto di incontro, di mediazione, possibilmente da parte di tutti. Questa è la forma più alta di politica che io conosca. 
Per questo, oggi più che mai mi sembra più convincente chi si ostina a percorrere la strada del possibile e cerca realmente di arrivare alla meta. Non sempre ci riuscirà, ma almeno ci avrà provato, invece di stare comodamente a guardare senza sporcarsi le mani. Perché sono questi uomini con il loro remare quotidiano – testardo e sempre pronto a ricominciare con chi ci sta – che fanno avanzare la barca di tutti. In politica come nella vita.



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