SPENDING REVIEW





CARTELLINO GIALLO AL GOVERNO IL DECRETO AL SENATO TAGLIA I SERVIZI SANITARI E I TRASPORTI

(Milano, 26 Luglio) Monito del Governo (regionale) Formigoni al Governo (nazionale) Monti: "Il testo del decreto sulla spending review, fatto, com'è, di tagli lineari alla sanità e al trasporto pubblico, è insostenibile per le Regioni e i Comuni. Ci auguriamo che il Governo accetti, al Senato, gli emendamenti presentati di concerto con tutte le altre Regioni. Diversamente, questa spending review rischia di essere il colpo mortale di un centralismo soffocante. E il Governo si renderebbe, lui, responsabile di far saltare la solidarietà tra le Regioni". Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha lanciato questo monito all'Esecutivo nazionale nel corso di una conferenza stampa con il vice presidente e assessore all'Industria e Artigianato Andrea Gibelli, l'assessore al Bilancio Romano Colozzi (che è anche coordinatore di tutte le Regioni italiane in materia finanziaria) e il suo collega alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo. La solidarietà interregionale fa perno su un Fondo speciale, cui la Lombardia, da sola, concorre per il 54 per cento. "Una cosa fuori misura - commenta Formigoni - su cui in tempi di vacche grasse o di media stazza abbiamo chiuso un occhio". Ma quei tempi sono passati. Oggi il "rapporto forte" che la Lombardia si appresta a stringere è "con le altre Regioni virtuose". 

LA VIA LOMBARDA ALLA SPENDING REVIEW - Formigoni, cifre alla mano, ha rivendicato alla Regione che guida da 17 anni di aver preso, e non da ora, molto sul serio il tema dell'efficienza e del risparmio. Di aver insomma percorso "una via lombarda alla spending review". La macchina della Regione Lombardia costa 21 euro all'anno per cittadino, contro una media nazionale di 133 euro. Il costo del personale di Regione Lombardia costituisce lo 0,9 per cento della spesa corrente, la media italiana è di quasi 5 volte tanto (4,3 per cento). Quanto ai costi di funzionamento la Lombardia ha razionalizzato le spese, ottenendo - nell'ultimo quinquennio - minori uscite nei campi della formazione (-61 per cento), della comunicazione (-44 per cento), della cancelleria (-20 per cento), della manutenzione (-13 per cento). Il personale, nei tre quinquenni di governo Formigoni, è diminuito del 30 per cento e i dirigenti del 54 per cento; con 1 addetto ogni 3.300 abitanti, la Lombardia è di gran lunga la Regione più virtuosa. Le auto di servizio sono state ridotte del 23 per cento negli ultimi due anni. 

SACRIFICI - Accettare sacrifici, sì. Continuare a pagare per gli altri, no. Andrea Gibelli, vice presidente e assessore all'Industria e Artigianato, ribadisce che "il Governo Monti costringe le Regioni virtuose a rompere il patto solidaristico del Paese", ricorda che la Lombardia "ha visto tagliare ai trasferimenti dallo Stato di 423 milioni nel 2010 e di altri 405 nel 2011", rileva che "una situazione in cui la Lombardia ha 2.800 dipendenti e la Sicilia più di 5.000 non è più sostenibile". Sottolinea con favore il dato politico di una "Lega che ripropone con forza una questione settentrionale" e di un "PdL che annuncia un Tavolo del Nord". E giunge a ventilare "soluzioni unilaterali", tese a riportare "giustizia sociale e responsabilità istituzionale". 

LO STATO SCARICA I TAGLI - "Per i Ministeri nel loro complesso il Governo prevede tagli per 161 milioni; per la sola Lombardia, su sanità e trasporti, si prevedono tagli per 285 milioni". L'assessore Colozzi non ha dubbi: "Lo Stato ha scelto di scaricare i tagli sui livelli di governo più vicini ai cittadini". "Oltretutto - aggiunge - fa scrivere nel sottotitolo del decreto 'senza modificare il livello dei servizi ai cittadini': una excusatio non petita, che equivale a una accusatio manifesta". Insomma una giustificazione non richiesta, che si rovescia in una palese ammissione: con questi tagli lineari il livello dei servizi pubblici è compromesso. Qualche esempio? Colozzi cita le risorse per i cittadini non autosufficienti e le fasce deboli: da 1,5 miliardi del 2005 a zero. Oppure la tragicomica situazione di aziende che "se vincono un appalto pubblico, sono condannate a morte", perché la Lombardia paga attualmente i fornitori a 60 giorni, ma la media è di 300 giorni e, in certe aree, si arriva anche a 1.200 giorni". 

TRASPORTO PUBBLICO - Qui il taglio prospettato, rispetto al 2010, è del 90 per cento. Raffaele Cattaneo lo sottolinea, ricordando che, nel 2010, lo Stato stanziava 2055 milioni, per il 2013 ne prevede 200. "A rischio - ammonisce Cattaneo - è l'esistenza stessa del servizio, tanto più che un taglio del 25 per cento già per quest'anno avverrebbe dopo che un buon 60 per cento dell'anno è trascorso e quindi si scaricherebbe tutto sui mesi restanti". Cattaneo però vede "spiragli" positivi, frutto dell'intenso "lavoro svolto soprattutto dal collega Colozzi", e cioè la consapevolezza raggiunta dal Governo che "il testo attuale del decreto colpisce il Tpl" e che "si fa strada al Senato la coscienza della necessità di un intervento". E cioè di escludere il Tpl dai tagli. 

BATTAGLIA PER I CITTADINI - La partita è aperta. Anzi la battaglia. Una battaglia però "niente affatto ideologica", tiene a chiarire Formigoni, ma tutta motivata dalla necessaria difesa dei cittadini delle regioni e dei comuni. Il cartellino giallo al Governo è estratto. Per dire "che deve accettare di modificare un decreto che taglia i servizi e di cancellare dunque le iniquità più eclatanti". Pena, appunto, assumersi la responsabilità di una rottura della solidarietà tra le Regioni.

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