FECONDAZIONE ETEROLOGA: PALETTI CHIARI E REGOLE CERTE, ECCO LA MIA POSIZIONE.





Dopo l’approvazione delle linee guida sulla fecondazione eterologa da parte della Conferenza delle Regioni, ciascuna Regione è chiamata ad approvare una propria specifica delibera in materia.
Anche ieri in Consiglio regionale si è dibattuto su questo tema e la giunta ha annunciato entro la fine della settimana un provvedimento ad hoc.
Il tema è delicato e credo meriti una riflessione attenta e non superficiale. Nessuno può sottrarsi alle implicazioni culturali che la fecondazione eterologa apre e ora che siamo chiamati in prima persona a scegliere, a maggior ragione occorre aver chiaro qual è la concezione di persona e di famiglia che si vuole tutelare e che posto deve avere l’interesse del bambino che nasce.

- La prima considerazione che mi viene da fare è che la strada delle adozioni è ancora oggi una possibilità reale. Certo non semplice, non sostenuta come si dovrebbe e si deve. A fronte delle migliaia di bambini ospitati in case famiglia e il desiderio di tante coppie a diventare genitori, questa strada va agevolata con tutti gli strumenti possibili.

- E’ fuori di dubbio che la delibera lombarda dovrà garantire che non si sconfini nell’eugenetica, lo dovrà fare ancor meglio di quanto uscito dall’accordo fra tutte le Regioni: un figlio è un dono e l’idea per cui sussistano le possibilità di una scelta preventiva e a tavolino di come deve essere mio figlio è raccapricciante oltre che vana, lo sappiamo bene quando ogni volta tentiamo di plasmare i nostri figli su noi stessi, l’esito che otteniamo è sempre l’opposto.

- Un interrogativo aperto resta quello del destino degli embrioni, una questione non secondaria dato che stiamo parlando del punto fondamentale da cui ha origine la vita: per questo le norme non devono essere improvvisate ma occorrono paletti rigidi che evitino la distruzione e la selezione degli embrioni.

- In Lombardia già oggi sono 60 i centri preposti per ottenere l’autorizzazione anche all’eterologa (più delle emodinamiche), evidentemente c’è il rischio che sia la logica del profitto a moltiplicarne il numero e come ha detto giustamente il consigliere Carugo la Lombardia non deve diventare un gametificio.

- Infine, io credo che essere padre e madre significhi avere la consapevolezza della responsabilità che ci prendiamo nei confronti dei nostri figli, per questo, lo dico chiaramente, penso che una delle condizioni per accedere alla fecondazione eterologa sia l’impegno alla stabilità familiare per il benessere e il futuro dei bambini, e la forma naturale e conseguente di ciò non può che essere il matrimonio.

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