Non esistono i ragazzi cattivi: il Consiglio regionale della Lombardia promuove un dialogo aperto con i giovani

Milano, 1° dicembre 2014 - Dialogo aperto tra giovani, domande e risposte con testimonianze vissute di devianza e volontà di riscatto, un momento di condivisione di paure e fallimenti, una riflessione comune tra ragazzi, educatori e rappresentanti delle istituzioni. Sono stati oltre 200 i giovani oggi al centro dell’iniziativa, “Non esistono ragazzi cattivi – Storie difficili, storie di successo”, evento promosso da Daniela Maroni, Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia. Per un’intera mattinata la Sala Pirelli si è trasformata in un palcoscenico su cui sono andate in scena storie diverse di disagio giovanile, video e racconti di cambiamenti, speranze, ricadute e successi.
Storie di vita che vengono fotografate anche dall’ultimo Rapporto sui servizi della giustizia minorile: secondo gli ultimi dati nazionali, aggiornati al 17 novembre 2014, erano 1.461 (di cui 839 gli italiani) i minori collocati in Comunità , di cui 296 presenti nelle comunità private di Milano, mentre negli Istituti penali per minorenni gli ingressi sono stati 874, di cui 563 di età compresa tra i 14 e i 17 anni (286 stranieri, 277 italiani). Sfiorano quota 20mila (19.561, di cui 15.434 gli italiani, mentre la quota più rilevante di stranieri – 1.325- provenienti dall’Africa) i minori in carico agli Uffici di servizio sociale, per lo più maschi, mentre le ragazze sono soprattutto di nazionalità straniera e provengono dall’ex Jugoslavia e dalla Romania. Per lo più i reati commessi sono contro il patrimonio e reati contro la persona. Frequenti anche le violazioni per droga e armi e violazioni del codice della strada. I motivi? Spesso la solitudine, difficoltà con la famiglia, volontà di successo e di denaro, emulazione.
“Dobbiamo ascoltare il disagio e interpretarlo – ha dichiarato Daniela Maroni, aprendo i lavori – I giovani non possono essere lasciati al loro destino: anche per questo il mondo degli adulti deve porsi molte domande per dare risposte credibili. Anche come educatori e responsabili delle loro vite dobbiamo imparare reciprocamente, partendo dalle loro esperienze”.
Grazie alla partecipazione dei ragazzi di Kayros, la Comunità di don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano, della Comunità di accoglienza “La Cometa” di Como, diretta da Alessandro Mele, della Fondazione “La Rosa dei Venti” di Como, presente con Luca Mingarelli, e delle Comunità dei Padri Somaschi di Como e Lecco, gestite da Saverio Meroni e da Carlo Alberto Caiani l’incontro ha voluto sfatare stereotipi e pregiudizi, ribaltare le parti tra I cosiddetti “buoni” e i “cattivi”, scambiare le posizioni tra adulti e giovani, educatori e allievi.
Un sovvertimento che, secondo Sara Valmaggi, Vice Presidente del Consiglio regionale, deve riguardare anche i modelli di successo imposti dalla cultura. “Nella prefazione del libro che dà il titolo al convegno di oggi, Don Gino Rigoldi dice che per ascoltare bene bisogna fare silenzio esteriore ed interiore. Questo è il punto di partenza: silenzio, ascolto e discrezione per le vite degli altri, perché il rispetto è d’obbligo soprattutto verso i giovani. Per la politica - ha sottolineato la Vice Presidente - vuol dire aiutare i ragazzi guidandoli ad una cultura che guarda alla vita come una sfida possibile e non solitaria. Un concetto di successo molto in disuso al giorno d’oggi.”
Anche il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, impegnato questa mattina a Roma alla Conferenza degli Organi specializzati in Affari Comunitari (Cosac), è intervenuto con un videomessaggio.“Il Terzo settore in Regione Lombardia - ha detto il Presidente Cattaneo - da sempre ha tenuto conto del principio di sussidiarietà sancito dal nostro Statuto, nella convinzione che solo dal basso, nella prossimità alle persone, si risponde in modo efficace e più economico ai bisogni dei cittadini. Sono convinto che le storie ‘di successo’ raccontate stamattina siano la dimostrazione di come sia sempre utile investire sulle persone e di come un nuovo inizio sia sempre possibile, anche per coloro che portano le cicatrici di un disagio. Le storie diventano ‘di successo’ quando si ricostruisce partendo dal principio responsabilità”.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore alla Casa e Pari opportunità, Paola Bulbarelli, la Consigliera di Parità, Carolina Pellegrini, un messaggio del Presidente Roberto Maroni è stato letto all’inizio del convegno.

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