Scuole e imprese, ecco la proposta di Noi con l'Italia

Il tema dell’occupabilità dei giovani è nel programma elettorale di Noi con l’Italia, come spiega il sindaco di Venegono Inferiore Mattia Premazzi, candidato alla Camera con Noi con l’Italia.
“Oggi serve aumentare la possibilità di occupazione dei ragazzi, mancano politiche attive di inserimento nel mondo del lavoro alla fine del percorso scolastico. In questi giorni ho avuto l’occasione di visitare tantissime imprese del territorio e tutti si lamentano del fatto che non trovano ragazzi preparati in maniera adeguata. Mancano figure tecniche e per questo sono costretti a rivolgersi all’estero” Uno scenario preoccupante quello descritto dal candidato di Noi con l’Italia che propone di non demonizzare gli Istituti tecnici ma ,anzi, di valorizzarli e di incentivare le imprese che si offrono di formare gli studenti durante l’alternanza scuola lavoro.
“L’alternanza – prosegue Premazzi – va nel verso giusto, è una legge dai principi corretti ma di fatto poi abbandona gli studenti a se stessi o alla buona volontà della scuola e di qualche imprenditore. La politica deve saper mettere in campo, come avviene in molti paesi esteri, gli strumenti giusti per accompagnare realmente i giovani dalla scuola al lavoro. Nel mio piccolo a Venegono inferiore abbiamo attivato da alcuni mesi un ‘Job cafè’ dove la domanda delle imprese incontra l’offerta degli studenti e da dicembre già dieci ragazzi sono stati inseriti in azienda. Qui facciamo formazione gratuita per aumentare le capacità dei giovani ma anche sul tema dell’imprenditorialità spingendoli a mettersi in gioco in prima persona.”
“Una politica lungimirante – conclude il sindaco di Venegono Inferiore –sa riconoscere l’importanza di un contratto di assunzione ed è quindi ora che il cuneo fiscale sul lavoro diminuisca, sia in termini generali ma, soprattutto, là dove si tratta di assunzioni per i giovani. Ed infine – chiude Premazzi – non demonizziamo la flessibilità che deve essere tale sia in entrata che in uscita dando, da una parte, flessibilità ai giovani e, dall’altra, più libertà alle aziende in base ai cambiamenti del mercato. ”

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