Un ricordo di Aldo Moro a 40 anni dalla sua morte

A 40 anni dalla sua scomparsa, nell’anniversario di uno dei più tragici avvenimenti della vita politica, civile e democratica della storia repubblicana, la figura di Aldo Moro mai come in questo momento storico ci richiama a quei valori e ideali che sono stati per lui principi cardine della sua attività politica e che sono ancora oggi attualissimi.

 

 

Il suo attaccamento e la sua passione per la politica e la sua innata predisposizione al dialogo hanno fatto di Aldo Moro una delle figure politiche più importanti della storia italiana. Un uomo che aveva un'idea di democrazia come valore universale da proporre ad ognuno di noi.

 

 

Dialogo e democrazia erano, per lui, strumenti per la costruzione del bene comune ed elementi fondanti di quella politica intesa come la più alta forma di carità cristiana.

 

 

Rivedo nella sua figura e nell’impronta lasciata alla storia alcune parole dell’allora Cardinale Joseph Ratzinger durante un’omelia del 1981: “Lo stato non è la totalità dell’esistenza umana e non abbraccia tutta la speranza umana. L’uomo e la sua speranza vanno oltre la realtà dello stato e oltre la sfera dell’azione politica. [...] Lo stato non è la totalità. Questo alleggerisce il peso all’uomo politico e gli apre la strada a una politica razionale. [...] Il primo servizio che la fede fa alla politica è la liberazione dell’uomo dall’irrazionalità dei miti politici, che sono il vero rischio del nostro tempo. Essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo; limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell’umanità dell’uomo e delle sue possibilità. Non è morale il moralismo dell’avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio. Lo è invece la lealtà che accetta le misure dell’uomo e compie, entro queste misure, l’opera dell’uomo. Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica.

 

 

Ad Aldo Moro dobbiamo oggi guardare non solamente con nostalgia, ma con il desiderio di rendere viva la sua memoria quotidianamente, soprattutto adesso, momento nel quale serve riscoprire ogni giorno, tramite esempi e testimoni, la vera morale dell’attività politica.

 

 

“Ora dobbiamo percorrere una lunga e difficile strada: dobbiamo appunto ricostruire. Cominciamo di qui. Rimettiamoci tutti a fare con semplicità il nostro dovere. Chi ha da studiare, studi. Chi ha da insegnare, insegni. Chi ha da lavorare, lavori. Chi ha da combattere, combatta. Chi ha da fare della politica attiva, la faccia, con la stessa semplicità di cuore con la quale si fa ogni lavoro quotidiano. Madri e padri attendano ad educare i loro figlioli. E nessuno pretenda di fare più o meglio di questo. Perché questo è veramente amare la Patria e l'umanità" (Aldo Moro – 1944)

 

 



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