"ESSERCI PER PASSIONE": UN INCONTRO CHE SCALDA I CUORI



"ESSERCI PER PASSIONE": UN INCONTRO CHE SCALDA I CUORI"ESSERCI PER PASSIONE": UN INCONTRO CHE SCALDA I CUORI

BANDIERE E POPOLO - Non manca nulla: la scenografia dei grandi eventi, bella e coloratissima, la band che scalda i cuori, le bandiere rigorosamente bianche coi simboli del Popolo della Libertà. Ma soprattutto nella sala dell’ex cinema Politeama c’è la gente, ci sono i tantissimi amici di Raffaele, chi è impegnato in politica e chi no ed è arrivato perché ha percepito che il 28-29 marzo c’è in ballo qualcosa che c’entra con la sua vita, il futuro della nostra cara Lombardia, la possibilità di difendere e rendere ancora più incisiva l’esperienza di governo di Roberto Formigoni, quindici anni di sussidiarietà ovvero di politica al servizio del popolo.

LE IMPRESE SONO FATTE DI PERSONE - Si comincia alla grande, con le immagini della Rocca d’Angera a dividere l’azzurro del cielo dallo specchio del lago. E con le testimonianze di Gabriele Galante (IMF Luino), Fabio Martignoni (IBR Cavaria), Sergio Sperotto (Seret Somma Lombardo) e Paolo Orrigoni (Tigros), a raccontare che la crisi si può vincere se si investe nelle persone, se si lavora per il benessere di tutti. E sfilano sul grande schermo Michele Graglia (Univa), Giorgio Merletti (Confartigianato), Giovanni Luatti (Consorzio Turistico), che confermano quanto di buono ha fatto Regione Lombardia in questi difficilissimi mesi: sostenere l’occupazione, aiutare le famiglie in difficoltà, promuovere innovazione e competitività.

QUELLO CHE VA BENE AI PICCOLI VA BENE ALL’ITALIA – La Galleria del ex cinema Politeama si improvvisa curva di ultrà inneggianti. La manifestazione di oggi non è solo l’inizio della campagna elettorale del PdL: è una festa con tanto di coretti, aria frizzantina e allegra. La sfilata delle brevi e incisive interviste prosegue: Guido Brovelli (presidente Federalberghi), Giorgio Angelucci (presidente Ascom), Cesare Lorenzini (presidente Confesercenti), Franco Colombo (presidente Confapi), Juri Franzosi (direttore Cdo Varese), Heike Birlenbaich (Lufthansa), il campione di ciclismo Ivan Basso, il presidente di Fiera Milano Gianpero Cantoni, l’europarlamentare Lara Comi. “Per fortuna -ha detto il deputato Raffaello Vignali- che la Lombardia ha una Regione che governa e in questo modo sostiene il tessuto produttivo. La carta vincente è stata ed è quella di aiutare le piccole e medie imprese perché quello che va bene ai piccoli va bene all’Italia”.

COME A CASA MIA - Ed eccolo il Governatore, che irrompe in sala col piglio di chi sa dove andare e dove condurre la sua e nostra Lombardia. Ha appena visitato il nuovo Hospice dell’Ospedale di Circolo. “Ho incontrato Mauro - dice soddisfatto Formigoni - che mi ha detto di essere in ospedale e di sentirsi come a casa. Ecco, noi lavoriamo per questo. Per creare luoghi dove i malati si possano esprimere così. La nostra è una Regione che ha scelto di essere amica delle persone, di ciascuno dei 10 milioni di abitanti, ognuno con le sue esigenze”. Il Presidente ha poi sottolineato l’importanza di un’altra struttura presente a Varese, il Ponte del Sorriso, che è la prova di una grande attenzione verso il momento iniziale della vita.

ORGOGLIOSI DI ESSERE LOMBARDI - Formigoni, abito casual e microfono in mano, ha scaldato la platea ricordando i buoni frutti di una politica di buonsenso che ha portato la nostra terra fuori dalla crisi. “Guardate che fine hanno fatto certi soloni -ha detto- guardate la Spagna di Zapatero e l’Inghilterra, non a caso governi socialdemocratici, come hanno sperperato i loro successi economici e come sono riusciti a moltiplicare la disoccupazione! Qui in Lombardia ce la stiamo facendo perché la Regione ha investito parecchio e perché gli imprenditori mettono al primo posto l’occupazione. Quanti erano nelle condizioni chiudere e non l’hanno fatto, quanti hanno messo mano ai risparmi di famiglia pur di salvare l’azienda!”.

BRAVI! - “Un mese fa - ha ricordato Formigoni - ho radunato 16 mila studenti lombardi con medie al di sopra del nove semplicemente per dire loro: bravi!”. Un plauso che il Presidente, lo si intuisce dalle sue parole entusiaste, vuole allargare a tutti i lombardi di buona volontà, tutti coloro che permettono di fare della Lombardia “un modello”. “E ditelo ai miei detrattori - ha detto alzando la voce, arrotando ancora di più le “r”- non sono né stanco, né stufo di fare quello che faccio. Guidare la Lombardia dà le stesse emozioni che guidare una Ferrari. Il timoniere, ditelo, non è stanco! Ho stimoli ancora più forti, ho ancora tanto da fare!”. Cattaneo, padrone di casa, ringrazia. E il coro improvvisa: “Roberto, uno di noi! Raffale e Roberto due di noi!”.

EDUCAZIONE IN PRIMO PIANO - Ancora spazio alle esperienze, ai racconti. Ecco Giuseppe Carcano (preside Itis), Giulio Cova (preside scuola elementari e medie Manfredini), la preside della facoltà di economia dell’Insubria Rossella Locatelli. A sottolineare il legame tra scuola e lavoro ecco i racconti di Angelo Candiani (scuola di mestieri ASLAM) e Giuseppe Orsi (Amm.Delegato Agusta). La scaletta della convention prevede gli interventi dei politici. E i big del PdL non si sottraggono, concreti ed essenziali come sanno esserlo gli uomini del centrodestra. L’europarlamentare Mario Mauro spiega un paio di concetti: “Formigoni e i suoi hanno chiaro che il centro di tutto lo sforzo politico è la persona. E se non ti è chiaro chi è un uomo non puoi esercitare il governo”. Il senatore Antonio Tomassini ha lodato la sanità lombarda mentre il vicepresidente della camera Maurizio Lupi ha sintetizzato in un una frase, scrittagli da una bimba in una lettera, il fine della politica: “Ciò che esiste merita”. Ciò che esiste, insomma, deve essere rispettato, sostenuto, valorizzato dalla politica.

SOCIETA’ PROTAGONISTA – Emanuela Crivellaro (Il Ponte del Sorriso), Andrea Benzoni (Banco Alimentare), Roberto Bof (Sestero, associazione pro disabili), la Cooperativa sociale La Finestra di Malnate, altri big del PdL come Guido Podestà (coordinatore regionale) e Paolo Valentini (capogruppo in Regione), il dottor Alberto Reggiori da poco tornato da Haiti. La “ sinfonia” di voci prosegue a significare che davvero è il popolo a essere protagonista. Cattaneo è il padrone di casa, ma in primo piano c’è la società, ci sono le persone e le opere. Difficile condensare in due ore tante testimonianze.

DAI TORNANTI DELLA GRANTOLA ALLA PEDEMONTANA – “Guardate che non è solo un uomo di infrastrutture: è preparato su tutti gli argomenti che abbiamo trattato in Regione”. Formigoni l’ha descritto così. Di cantieri comunque, dal 2006, da quando lui è diventato assessore, se ne sono aperti e conclusi eccome. Tutte grandi realizzazioni, attese da decenni: l’elenco è lungo, inutile ripeterlo qui. Preceduto dalle domande dei tre direttori Giancarlo Angeleri (La Prealpina), Matteo Inzaghi (Rete 55) e Marco Giovannelli (Varesenews), ma soprattutto da un clip con moglie e figli impegnati a lanciargli un “Forza papà!”, Cattaneo sale sul palco e racconta, dipana la sua storia, la sua esperienza di politico e uomo. Dopo aver ricordato Ermanno Venco, coordinatore PdL di Samarate scomparso qualche giorno fa, apre il file che spiega lo slogan “Esserci per passione”: “Essere al servizio di ciò che esiste, ecco il senso della politica, che ha a che fare con questi pilastri: persona-famiglia-imprese-territorio. Ma attenzione: non c’è popolo se non c’è l’io, se non ci sono io, se non ci sei tu”. Raffaele chiude con questo invito al protagonismo. Votare PdL e scrivere “Cattaneo” significa perciò dare spazio alla libertà di tutti, all’operosità di cui la nostra società è ricca.



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