IL CUORE DI UN POPOLO CHE CAMMINA



IL CUORE DI UN POPOLO CHE CAMMINAIL CUORE DI UN POPOLO CHE CAMMINA

Un grande evento di popolo. Quale popolo? Il Popolo della Libertà: non un aggregazione di militanti con la loro divisa di ordinanza, ma la gente che si potrebbe incontrare sulla via del passeggio e al mercato. Molte signore ben vestite, molti giovani, pensionati, uomini in giacca e cravatta. C’era tutto sabato pomeriggio in Piazza San Giovanni a Roma. C’erano le bandiere, c’erano gli striscioni, c’erano i simboli, ma soprattutto c’era questo popolo. Un popolo vero, unito, stretto intorno al Presidente Silvio Berlusconi e ai 13 candidati Presidenti alle Elezioni Regionali del 28-29 marzo.
Un popolo che riunendosi nella capitale, ha voluto ribadire le proprie posizioni, i valori in cui crede, le persone in cui si riconosce. Un popolo numeroso, che non retrocede quando vede calpestati i diritti fondamentali: il nostro diritto al voto e quello di tutti a partecipare a elezioni democratiche.
Ma un popolo per, non un popolo contro.

Ecco perché anch’io ho deciso di esserci, di andare a Roma e stare in mezzo al questo popolo. Insieme alla gente. E di rinunciare, solo apparentemente, ad un pezzo di campagna elettorale sul territorio. Partecipare alla manifestazione è stata una scelta naturale per chi crede che vivere la campagna elettorale significhi innanzitutto vivere una storia, fare parte di un popolo, essere portavoce delle istanze del territorio. Andare a Roma ha significato per me tutto questo e non perdere ore preziose.

Quello che ho visto davanti a me, in prima persona, è stato uno spettacolo sorprendente. Una manifestazione organizzata in pochi giorni, eppure così partecipata. È stata la risposta di un popolo che si è sentito chiamato e che immediatamente ha risposto. Una risposta ferma e pronta. Niente a che vedere con le nuove “Cinque Giornate" di Milano, annunciate dal capogruppo a Palazzo Marino, Matteo Salvini. Questa manifestazione ha avuto una natura diversa. Qui c’era il popolo protagonista di un momento di unità e che insieme si riconosce in un metodo concreto, del fare, che ama la democrazia e che si adopera davvero per il bene comune.

In queste settimane ho vissuto e sto tuttora vivendo un’esperienza straordinaria. Facendo visita alle molteplici realtà che pulsano all’interno dei 141 comuni della nostra provincia, mi sono sentito ogni giorno protagonista sul territorio, partecipe di una parte della vita di persone che come me amano questo territorio. Imprenditori famiglie, lavoratori, associazioni, amministratori locali… Un popolo dal cuore grande, che abita in provincia di Varese e che ogni giorno trova le ragioni per metter su famiglia, per sperare nel futuro, per incominciare ogni mattina a lavorare con lo stesso entusiasmo del primo giorno. Un popolo coeso, che si impegna per raggiungere risultati e che alla politica chiede, non di sostituirsi alle proprie responsabilità, ma azioni concrete come sviluppo, innovazione, lavoro, che permettano di dare spazio alla creatività della persona.

Un popolo così – che si rimbocca le maniche, che non incrocia le braccia davanti alla crisi economica e di valori – merita risposte dalla politica. Una politica dei fatti, non delle parole, dei risultati, non delle intenzioni, che, in un momento così delicato, deve saper essere all’altezza della sfida; una politica che non disdegna di sporcarsi le mani e consumare le suole delle scarpe.

Nel segno di questa grande esperienza ho deciso di partire per Roma e di portare Varese nel cuore, ancora più vicina a Silvio Berlusconi e a Roberto Formigoni.

La larga partecipazione che ha ottenuto questa manifestazione, testimoniando ancora una volta il sostegno al Popolo della Libertà e al nostro Presidente Roberto Formigoni, avrà riflessi diretti sull’esito delle Elezioni Regionali 2010. Per questo Varese non poteva mancare. Era importante esserci: ancora una volta “Esserci per passione".



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